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Spese condominiali arretrate

 Uno degli aspetti maggiormente delicati nell’ambito delle spese condominiali, è relativo agli oneri “arretrati”, ovvero alle ipotesi in cui il conduttore e/o il locatore non abbiano provveduto al pagamento puntuale delle spese dovute per i lavori ordinari o straordinari effettuati sugli immobili di competenza. Ma cosa accade in questo caso? E, soprattutto, a chi spettano le spese condominiali in caso di vendita dell’immobile.

Spese condominiali a carico dell’inquilino

 Poche ore fa abbiamo illustrato quali siano i criteri (e i dettagli) relativi alle spese condominiali a carico del proprietario / locatore. Cerchiamo invece ora di individuare in maniera chiara quali siano tutte le principali voci di spesa condominiale che rimangono a carico di colui che prende in affitto un appartamento. Una lista piuttosto congrua, che non manca di segnalare delle particolarità e delle eccezioni al criterio generale di cui all’art. 1576 c.c.

Spese condominiali a carico del proprietario

 Quando si prende in affitto un’abitazione, uno dei problemi maggiori è relativo alla ripartizione delle spese tra proprietario e inquilino. In virtù di una suddivisione non certo molto chiara delle spese, è in altri termini difficile sapere con chiarezza quali sono tutte le voci di spesa di pertinenza dell’inquilino e, quali, invece, di pertinenza del proprietario. In linea di massima, possiamo tuttavia anticipare che a carico del proprietario saranno le spese riguardanti le sostituzioni e le riparazioni degli impianti, le innovazioni e le manutenzioni straordinarie.

Tassi mutui in crescita a febbraio

 Salgono, nel mese di febbraio, i tassi di interesse applicati alle operazioni di finanziamento immobiliare in Italia. Stando a quanto afferma la Banca d’Italia, infatti, i tassi di interesse – comprensivi delle spese accessorie – sui mutui per l’acquisto di abitazioni, erogati nel corso del secondo mese dell’anno alla clientela retail, sarebbero aumentati di 6 basis points rispetto a quanto riscontrato nel corso del primo mese del 2012.

In altri termini, il tasso di interesse medio per le erogazioni del mese di febbraio sarebbe salito a quota 4,61 punti percentuali contro i precedenti 4,55 punti percentuali. Ben più corposo l’incremento dei tassi di interesse applicati alle nuove operazioni di erogazione di credito al consumo, passati dai precedenti 9,91 punti percentuali di gennaio agli attuali 10,10 punti percentuali.