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Immobiliare Stati Uniti in ripresa

 Prosegue la ripresa del mercato immobiliare statunitense. Stando a quanto afferma l’ultim report della National Housing Report di RE/MAX, relativo al mese di marzo, le compravendite sarebbero cresciute del 2,9 per cento, trascinando in avanti l’incremento medio dei prezzi ad un + 8,4 per cento. Sulla crescita del valore medio di mercato degli immobili dovrebbe aver pesato anche il numero ridotto di case disponibili sul mercato.

Mercato immobiliare Usa in ripresa con il dubbio fiscal cliff

 Il mercato immobiliare degli Stati Uniti conferma i segnali di lieve ripresa già consolidati nel corso degli ultimi mesi. Tuttavia, secondo quanto afferma uno studio condotto da Jp Morgan Fund, l’avvento del fiscal cliff potrebbe rovinare i piani di ripresa del real estate a stelle e strisce, facendo precipitare l’economia statunitense in una nuova, profonda recessione. L’immobiliare non dovrebbe essere immune da questo pericolo, pur candidandosi a trainare l’inversione di tendenza.

Bolla immobiliare Usa – Germania?

 Negli ultimi giorni abbiamo visto quanto stiano tornando rilevanti i rischi di una bolla immobiliare in Svizzera. Tuttavia, secondo alcune osservazioni esperte, il problema di una bolla di settore potrebbe coinvolgere anche la Germania e gli Stati Uniti. Una situazione che è parzialmente inaspettata per Berlino e dintorni, e che invece sembra essere frutto di una più attendibile evoluzione nel mercato nordamericano, che ancora non si è totalmente ripreso dalla grave crisi economica che ha colpito gli States, appena usciti dalla recente tornata elettorale.

Immobiliare USA settembre 2012

 Negli Stati Uniti continuano ad arrivare segnali evidentemente positivi sullo stato di salute del locale real estate. Secondo quanto affermano le fonti statistiche ufficiali, nel corso del mese di settembre i prezzi delle abitazioni sono aumentati per il settimo mese consecutivo, registrando un incremento del 5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Scorrendo le serie storiche, rileviamo come l’incremento conseguito nel nono mese del 2012 sia quello più forte dal giugno del 2006 ad oggi.

Vendite case di fine estate in crescita – America

 Secondo quanto evidenziato dall’Housing  Report di RE/MAX relativo al mese di settembre, che riguarda un’analisi compiuta su un totale di 53 aree metropolitane, i prezzi e il numero di compravendite immobiliari sono rimasti più elevati rispetto ad un anno fa, generando un sostanziale (pur limitato) ottimismo sul mercato del mattone nazionale. Le vendite di agosto sono infatti state in linea con il mese di luglio, ma con prezzi del 6,3 per cento più alti rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Acquistare casa negli States

 Con il recente calo dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo, le operazioni di investimento immobiliare nel mercato statunitense continuano a crescere in maniera piuttosto significativa. Il mercato sembra essere per lo più alimentato dal business generato dagli acquirenti esteri, con i cittadini stranieri che – secondo una recente ricerca riportata da Radiocor – stanno facendo una vera e propria incetta di proprietà immobiliari oltre Oceano.

Il continuo calo dei prezzi delle case registrato nel corso degli ultimi sei anni, complice anche la debolezza del dollaro (non certo riferibile al trend odierno) ha attirato acquirenti dall’Asia, dal settentrione (Canada), ma anche dall’Europa e dal Sudamerica, dove numerosi investitori hanno cercato di porsi al riparo delle oscillazioni negative dei finanziamenti locali, scommettendo su un comparto di sicuro successo nel medio lungo termine.

Immobiliare USA, probabile stabilità delle vendite di nuove case

 Secondo quanto rivela una previsione di Bloomberg News, gli acquisti di nuove case all’interno del mercato immobiliare degli Stati Uniti sarebbero pressochè invariate nel corso del mese di ottobre. In attesa dei dati ufficiali, che verranno diramati tra poche ore, ci limitiamo pertanto ad assumere questa stima da parte del team di economisti del media americano, che non ritiene che nel corso del decimo mese dell’anno vi siano stati grandi scossoni rispetto al trend precedentemente consolidato.

Le vendite di nuove case sarebbero ammontate – sottolinea Bloomberg News – per un ammontare complessivo di 313 mila unità all’anno, per lo stesso volume di settembre. Il dato di ottobre è comunque in grado di influenzare al rialzo la media di case vendute nel 2011 a quota 304 mila euro, in ribasso evidente rispetto alle 323 mila unità del 2010, e mai così male da quando le istituzioni hanno avviato la stima della variabile, nel lontano 1963.

Tassi interesse su livelli invariati nel mercato americano

 I tassi di interesse applicati mediamente applicati dagli istituti di credito statunitensi alle operazioni di mutuo casa sono rimsti pressochè invariati durante l’ultima settimana. A sostenerlo è la società Freddie Mac, che cura il periodico monitoraggio, e che conferma le apparenze di un mantenimento del costo del denaro su livelli storici minimi.

Il tasso di interesse medio applicato alle operazioni di mutuo casa con durata a 30 anni è infatti calato a 3,99 punti percentuali durante la settimana terminata il 10 novembre, contro un livello pari a 4 punti percentuali che aveva contraddistinto la settimana ancora precedente. Parallelamente, il tasso di interesse fisso medio applicato ai mutui a tasso fisso a 15 anni, è diminuito dai 3,31 punti percentuali di sette giorni fa, agli attuali 3,30 punti percentuali.

Mercato immobiliare, altre previsioni di debolezza per il real estate americano

Il mercato immobiliare degli Stati Uniti continuerà a permanere in uno scenario di debolezza per il prossimo futuro. A dirlo è un report condotto dalla newyorkese Radar Logic, relativo al mese di agosto 2011, ma pubblicato solamente nel corso delle ultime ore. Un report che non lascia grandi speranze al mattone nordamericano, affermando – in estrema sintesi – che il real estate a stelle e strisce non si riprenderà nel corso dei prossimi mesi.

I prezzi delle case del mese di agosto sono diminuiti sia su base mensile sia su base annua, ricorda l’analisi della società americana. I dati che preoccupano maggiormente sono tuttavia altri: il mix tra l’andamento delle vendite delle case, la fiducia dei cittadini statunitensi e l’avvio di nuovi cantieri residenziali, dipinge un quadro tutt’altro che rassicurante sulla situazione del segmento abitativo dell’immobiliare americano.

Costruzioni immobiliari, crollo del mercato newyorkese

 New York, uno dei simboli del mercato immobiliare statunitense, sta fronteggiando in questi mesi una difficilissima crisi. Nell’area metropolitana della città, infatti, le nuove costruzioni di immobili sono calate di quasi 40 punti percentuali durante la prima metà dell’anno rispetto a quanto fu riscontrato durante lo stesso periodo dello scorso anno dall’analisi periodica effettuata dal New York Building Congress.

Stando ai dati forniti dal Congresso, infatti, nei primi sei mesi del 2011 sarebbero in fase di sviluppo alcuni progetti per un totale di circa 6,4 miliardi di dollari, in forte ribasso rispetto ai 10,6 miliardi di dollari di controvalore dello scorso anno. Il dato riguarda sia gli elementi costruttivi commerciali, sia i progetti relativi al settore pubblico, e pertanto i ponti, le strade, i sistemi infrastrutturali di gestione delle acque, e così via.

Tassi mutui, ai minimi da 50 anni negli USA

 I tassi di interesse applicati ai mutui americani sono calati ai minimi livelli da oltre 50 anni ad oggi a causa della crisi economico finanziaria internazionale, che sta ulteriormente scoraggiando la già debole domanda di finanziamenti per l’acquisto delle case, e ponendo ulteriori dubbi su quello che potrebbe essere lo sviluppo del comparto nel breve termine per i bilanci degli istituti di credito delle banche statunitensi.

Il tasso medio applicato ai mutui a tasso fisso a 30 anni è infatti calato al 4,15% durante la settimana terminata il 18 aprile 2011, contro il 4,32% riscontrato nella settimana precedente. A sostenerlo la società Freddie Mac nella sua rilevazione periodica, nella quale afferma altresì che i tassi sui mutui a 15 anni sarebbero calati in maniera decisamente ripida passando dal precedente 3,5% all’attuale 3,36%.

Vendite case, inaspettato declino nel mercato americano

 Stando a quanto affermato dalla National Association of Realtors, le vendite di case non nuove nel mercato statunitense avrebbero subito un calo inaspettato nel corso del mese di luglio, figlio soprattutto di alcuni ripensamenti e di alcune cancellazioni di operazioni precedentemente predisposte, a loro volta determinati in parte principale dalle ristrette politiche creditizie delle banche in termini di concessione di nuovi finanziamenti immobiliari per l’acquisto della prima o della seconda casa.

Gli acquisti di case non nuove (il c.d. mercato immobiliare secondario), sono di fatti diminuiti di 3,5 punti percentuali a un volume annualizzato pari a 4,67 milioni di unità, per il livello più basso dal mese di novembre 2010 ad oggi, e contro previsioni della maggior parte degli analisti che invece auspicavano un incremento – pur lieve – delle vendite di proprietà immobiliari ad utilizzo abitativo di vecchia realizzazione.

Immobili commerciali, torna la passione verso le grandi città

 Dopo un andamento incerto che ha coinvolto gli ultimi anni, sembra che la passione verso gli investimenti in immobili commerciali delle grandi città stia tornando a farsi prepotentemente presente nel mondo occidentale, coinvolgendo soprattutto investitori nazionali e internazionali interessati a porre al sicuro i propri risparmi all’interno del mattone delle principali metropoli degli Stati Uniti d’America.

Stando in fatti a una nuova ricerca pubblicata negli ultimi giorni da Bloomberg, infatti, gli investimenti immobiliari commerciali nelle grandi aree metropolitane costiere degli Stati Uniti starebbero riprendendo quota con un ritmo davvero sensazionale, e soprattutto coinvolgendo entrambe le coste del Paese, sia il fronte orientale, che quello occidentale, pur con andamenti eterogenei al loro interno.

Immobiliare USA, ecco dove si faranno più affari

 Barclays Capital ha pubblicato un report molto interessante su ciò che dovrebbe accadere nel mercato immobiliare statunitense. Se volete evitare di leggere l’intera analisi della società finanziaria, sappiate che gli osservatori di Barclays hanno individuato Phoenix e Atlanta quali aree immobiliari metropolitane dove poter compiere il numero più ampio di affari sul mattone nel corso dei prossimi anni.

La ragione di questa scelta è documentata nel report della stessa Barclays Capital, laddove si fa riferimento alla difficile situazione dell’immobiliare di Phoenix, dove i pignoramenti hanno toccato livelli record condizionando negativamente i valori commerciali delle abitazioni, e di quella di Atlanta, dove sarebbe possibile chiudere le migliori operazioni di compravendita per ciò che concerne le case di nuova costruzione.