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Calcolo interessi legali e rivalutazione monetaria gratis

 Qualche giorno fa abbiamo avuto modo di comprendere in che modo effettuare il calcolo degli interessi legali, e la conseguente rivalutazione monetaria. Il conteggio di cui sopra è facilmente effettuabile con un semplice file Excel. Se tuttavia non avete voglia di costruire un file idoneo per il fine appena ricordato, e volete usufruire di qualche calcolatore già pronto online, sappiate che gli strumenti per il calcolo degli interessi legali e rivalutazione monetaria gratis abbondano in ogni angolo del web.

Di seguito trovate quindi una serie di collegamenti a siti web che utilizzano strumenti automatici di calcolo degli interessi all’attuale tasso legale, con opzione per una rivalutazione monetaria con capitalizzazione trimestrale, semestrale o annuale. Il loro utilizzo è effettivamente molto semplice: è sufficiente inserire il capitale originario, la scadenza e il termine di rivalutazione, per poter conoscere, in pochi secondi, il risultato atteso.

Tassi mutui, cala ancora il livello americano

 Secondo quanto affermato dalla società Freddie Mac, il tasso di interesse sui mutui a 30 anni sarebbe ancora calato durante il corso dell’ultima settimana, infrangendo un minimi storico. Il tasso medio per gli impieghi a tasso fisso, a 30 anni, è infatti calato a quota 3,94 punti percentuali nella settimana terminata il 15 dicembre, contro i 3,99 punti percentuali della settimana precedente. Il tasso di interesse, toccato anche nel corso del mese di ottobre, rappresenta il livello minimo storico dal 1971 ad oggi.

In calo anche i tassi di interesse fissi applicati ai mutui con scadenze inferiori: quelli sugli impieghi a 15 anni sono infatti retrocessi al minimo storico di 3,21 punti percentuali, rispetto ai 3,27 punti percentuali della settimana precedente, come confermato dall’analisi pubblicata da Freddie Mac nel corso delle ultime ore, ad approfondimento dell’andamento dell’onerosità delle operazioni di finanziamento immobiliare.

Tassi mutui, ulteriore calo nel mercato USA

 I tassi di interesse applicati negli Stati Uniti alle operazioni di mutuo, sono ulteriormente calati nel corso dell’ultima settimana. Il costo del denaro sulle operazioni di finanziamento immobiliare ha così infranto nuovi limiti al ribasso, siglando la seconda prestazione meno onerosa della storia, dopo un inaspettato incremento nella vendita delle proprietà abitative.

Stando a quanto afferma Freddie Mac in un recente comunicato stampa, infatti, il tasso di interesse fisso mediamente applicato alle operazioni di mutuo a 30 anni, sarebbe calato dai 4 punti percentuali della settimana precedente agli attuali 3,98 punti percentuali. Come detto, si tratta della seconda performance più bassa del dato rilevato da Freddie Mac, dopo i 3,94 punti percentuali toccati nel corso dello scorso mese, i quali – a loro volta – rappresentavano il più basso dato dal 1971 ad oggi.

Immobiliare turistico: Report e previsioni Fiaip

Come si sta muovendo nel nostro Paese il mercato delle seconde case, ovverosia quello dell’immobiliare turistico? Ebbene, la risposta in tal senso ce la può fornire la Fiaip, Federazione Italia Agenti Immobiliari Professionali, che per il 2011 stima per quel che riguarda i prezzi un calo al metro quadrato molto contenuto e pari in media al 2-3%; questo dopo che lo scorso anno c’è stato un aumento del 10% degli immobili ad uso turistico messi in vendita a fronte di una discesa media dei prezzi del 5% ed un calo delle compravendite del 14%.

Per la Federazione, quindi, anche il 2011 non sarà un anno eccezionale per l’immobiliare turistico, ma in ogni caso la tendenza negativa legata alla crisi finanziaria ed economica presenta dei progressivi segnali di rientro che, a loro volta, dovrebbero poi tramutarsi in una vera e propria inversione di tendenza, magari già a partire dall’anno 2012.

Mercato immobiliare italiano: il settore torna a muoversi

 Gli ultimi dati giunti dal mercato immobiliare italiano, a partire dai dati Istat sulle compravendite e sui mutui, indicano che nel nostro Paese il settore, finalmente potremmo dire, sta tornando a muoversi e ad inviare incoraggianti segnali di vitalità. Ma come mai tutto ciò sta accadendo?

Ebbene, l’inversione di rotta, secondo quanto dichiarato dal Presidente della FiaipFederazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali di Bergamo, Giuliano Olivati, è scattata in virtù del fatto che i prezzi sono scesi, ma nello stesso tempo bisogna rimanere prudenti, ed in tal senso gli agenti immobiliari sono ancora cauti, visto che in giro ci sarebbero ancora dei falsi miti.

Mutui: in Italia ben 400 mila sono in sofferenza

 Nel nostro Paese, su un totale di ben 3,5 milioni di mutui circa stipulati dalle famiglie, ce ne sono la bellezza di 400 mila che risultano essere in sofferenza, ovverosia caratterizzati da difficoltà nel poter onorare puntualmente il pagamento della rata mese dopo mese. A sostenerlo, in base a delle stime elaborate dai propri Osservatori, è stata l’Associazione Federconsumatori, la quale tra l’altro è tornata ad esprimersi sul fondo di solidarietà per i mutui prima casa e sul ritardo legato all’accesso alla misura. Ma come mai la situazione nel nostro Paese è così grave?

Ebbene, in merito l’Associazione dei Consumatori sottolinea come le difficoltà delle famiglie si siano accentuate negli ultimi due anni a causa della crisi finanziaria ed economica che ha fatto aumentare la disoccupazione, specie ed ancor di più tra i giovani, e le persone in cassa integrazione che, di conseguenza, ora percepiscono redditi decisamente più bassi e, quindi, faticano a pagare la rata del mutuo visti anche i rincari a raffica cui si è assistito negli ultimi mesi per tanti beni e servizi di cui non si può fare a meno.

Mutui casa: trend crescente in Europa

 Nel Vecchio Continente, a fronte di una sensibile discesa dei prestiti a breve termine, i mutui stipulati per la casa sono invece in aumento grazie ad un trend crescente alimentato, tra l’altro, dal miglioramento dello scenario macroeconomico e da una crisi finanziaria che ci stiamo oramai lasciando alle spalle.

E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dalla Bce, la Banca Centrale Europea, nel suo ultimissimo Rapporto da cui emerge altresì come, a fronte di un aumento in termini numerici delle richieste di mutuo per la prima casa, il tasso di interesse medio applicato sia cresciuto seppur in maniera frazionale.

Mutuo Quando Vuoi di Banca Etruria

 Si chiama “Mutuo Quando Vuoi“, ed è un formula molto interessante di mutuo ideata dall’Istituto di credito Banca Etruria per tutti quegli operatori economici e per tutte quelle imprese che hanno in prevalenza un giro d’affari legato ad attività stagionali e che devono finanziare dei piani di investimento immobiliari.

Il finanziamento che, come detto, si chiama “Mutuo Quando Vuoi“, porta questo nome in quanto nel breve periodo il prodotto offre la massima flessibilità grazie all’assenza di vincoli sul saldo della quota capitale del mutuo. Il piano di rimborso, infatti, è libero e perfettamente modulabile nel tempo in base alle esigenze dell’impresa ed in particolare proprio a favore di quei soggetti ed operatori economici che esercitano un’attività che genera la maggior quota di ricavi in ben determinati periodi dell’anno. “Mutuo Quando Vuoi” di Banca Etruria prevede così dei sotto-piani di rimborso liberi che hanno di norma una durata di 18 mesi in 18 mesi; in corrispondenza di ogni periodo, di conseguenza, l’impresa si può semplicemente limitare al saldo di una quota minima del capitale residuo per poi incrementare i pagamenti nella fasi in cui il business stagionale a livello di generazione di ricavi, e quindi di profitti, risulta essere più propizio.

Mutui: aumentano quelli garantiti da ipoteca immobiliare

 Nell’ultimo trimestre dello scorso anno c’è stata in Italia una crescita del 17,7% della stipula di nuovi mutui rispetto allo stesso periodo dell’anno 2008. A rilevarlo è stato l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica che, nel Rapporto intitolato “Compravendite immobiliari e mutui IV trimestre 2009“, ha precisato come il forte rialzo sia da spiegarsi anche con il fatto che nel quarto trimestre del 2008, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, c’era stata per la stipula di nuovi mutui una forte flessione.

Nel dettaglio, l’ultimo quarto del 2009 è stato caratterizzato dalla stipula di complessivi 223.206 mutui, dei quali, in accordo con quanto rilevato dell’Istituto attraverso gli atti notarili, 91.852, pari al 41,2%, senza la costituzione di ipoteca immobiliare, e 131.354, corrispondenti al 58,8% sul totale, con la costituzione di un’ipoteca di tipo immobiliare. I mutui non assistiti da ipoteca immobiliare sono aumentati nel quarto trimestre del 2009, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, addirittura del 21%, mentre quelli con ipoteca immobiliare sono cresciuti di una percentuale pari al 15,5%.

Stati Uniti, erogazioni in aumento del 3,9%

Il numero di concessioni di finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti è cresciuto, nell’ultima settimana, grazie a una buona contribuzione da parte delle operazioni di rifinanziamento di mutui già in corso di ammortamento: la ragione di questa recente tendenza è ascrivibile, naturalmente, al ribasso nei costi per le operazioni finanziarie a lungo termine, che è calato al di sotto della soglia del 5% per la prima volta negli ultimi due mesi.

L’indice rilevatore della Mortgage Bankers’ Association è infatti cresciuto del 3,9% nella settimana terminata il 7 maggio 2010, l’ultima per la quale possiamo esprimere una rilevazione ufficiale. All’interno di questo dato, merita un cenno particolare la contribuzione delle operazioni di rifinanziamento, cresciute del 15%, contro una flessione del 9,5% delle operazioni di acquisto di una proprietà abitativa.

Gli analisti non sembrano granchè sorpresi dell’andamento del trend assunto dalle richieste di finanziamento: stando a quanto è opinione maggioritaria tra gli osservatori americani, la flessione dei mutui per acquisto casa dovrebbe essere il primo segno dello sgonfiamento dell’effetto benefico prodotto dal beneficio fiscale introdotto dall’amministrazione Obama, che riservava uno sconto tributario di 8 mila euro per gli acquirenti di prime abitazioni.

Stati Uniti, erogazioni mutui in calo dell’11%

Le erogazioni di finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti hanno subito un brusco calo durante l’ultima settimana: un risultato che alcuni analisti tuttavia largamente attendevano, visto e considerato che l’incremento dei tassi di interesse applicati ai mutui americani sta scoraggiando le operazioni di rifinanziamento, che hanno infatti subito una forte flessione, per la quinta settimana consecutiva.

L’indice rilevatore della Mortgage Bankers Association ha così ceduto 11 punti percentuali durante la settimana terminata il 2 aprile, l’ultima alla quale sia possibile riferire una analisi puntuale. Come detto, un peso determinante nel trascinare al ribasso le erogazioni di finanziamenti negli Stati Uniti è attribuibile alle transazioni relative ai rifinanziamenti di mutui già in ammortamento, che hanno subito un calo di 17 punti percentuali. Sono invece cresciute dello 0,2% le operazioni di nuova richiesta di mutui.

Insomma, secondo gli analisti americani sembra che l’influenza dell’incremento dei tassi di interesse sui finanziamenti immobiliari (soprattutto di scadenza pari a 20 o 30 anni) si stia già facendo sentire. I tassi sui mutui americani sono infatti saliti mediamente ai massimi livelli dall’agosto del 2009, in virtù di palpabili segni di ripresa della locale economia. Il resto lo sta facendo, come era d’altronde prevedibile, l’effetto comportamentale suscitato dalla prossima scadenza del beneficio fiscale, e l’incremento dell’offerta commerciale immobiliare riconducibile all’altissimo livello dei pignoramenti.

Stati Uniti, tassi sui mutui a 30 anni al 5,21%

Secondo quanto rivela uno studio anticipatore sull’ammontare dei tassi applicati sui finanziamenti degli istituti di credito statunitensi, il livello medio degli oneri percentuali sui capitali erogati sarebbe cresciuto alle massime soglie degli ultimi otto mesi, incrementando così il costo complessivo per gli acquirenti, e influenzando direttamente il volume delle richieste dei finanziamenti immobiliari per rifinanziamento e per acquisto.

Stando a quanto dichiara la compagnia finanziaria Freddie Mac, infatti, il tasso medio applicato sui finanziamenti a 30 anni sarebbe cresciuto a 5,21 punti percentuali durante la settimana terminata l’8 aprile, rispetto al 5,08% che fu riscontrato nel corso della settimana precedente. Si tratta del tasso più elevato dalla settimana conclusasi il 13 agosto 2009, come era prevedibile visti e considerati gli ultimi sviluppi del mercato.

Oltre che i tassi sui finanziamenti di così lunga scadenza, sono ovviamente cresciuti in contemporanea anche i tassi sui finanziamenti immobiliari di scadenze inferiori. A titolo di esempio, ricordiamo che secondo Freddie Mac il tasso medio applicato su un mutuo della durata di 15 anni è salito a 4,52 punti percentuali.

Tassi sui mutui in nuovo calo negli States

I tassi sui finanziamenti immobiliari ipotecari applicati negli Stati Uniti dagli istituti di credito e finanziari locali sono diminuiti nel corso dell’ultima settimana, abbassando pertanto i costi legati al supporto creditizio per il compimento di un’operazione di natura immobiliare, nella speranza che la rinnovata convenienza all’indebitamento possa dare una spinta al real estate, la cui ripresa sta dando evidenti segni di rallentamento.

Stando ai dati ufficiali forniti da Freddie Mac in merito all’ultima settimana disponibile nel monitoraggio (quella conclusasi il 4 marzo 2010), il tasso medio applicato a un finanziamento immobiliare ipotecario negli Stati Uniti (a tasso fisso) è calato al 4,97%, contro un tasso medio sui mutui ipotecari a tasso costante che era stato riscontrato oltre il limite del 5% (al 5,05%) nella settimana di confronto precedente.

George Mokrzan, un economista della Banca Nazionale di Huntington, ha commentato il nuovo dato rilevato dalla compagnia finanziaria come l’ennesimo segnale di uno stallo nella ripresa del mercato immobiliare statunitense, sostenendo che i cittadini privati americani sono ancora molto cauti nello scegliere l’investimento immobiliare, ma che comunque, grazie al basso livello dei tassi di interesse sui finanziamenti, il conveniente costo dell’indebitamento potrebbe rappresentare un significativo incentivo.

Stati Uniti, tassi mutui ancora in calo a metà febbraio

La compagnia Freddie Mac ha pubblicato pochi giorni fa il report definitivo sull’andamento dei tassi di interesse applicati sui finanziamenti immobiliari ipotecari concessi dagli istituti di credito statunitensi nella settimana di metà febbraio. Il risultato, come atteso dagli analisti, denota un ulteriore calo rispetto ai valori medi della settimana precedente, prolungando un trend di deprezzamento dei tassi sui mutui americani.

Il valore medio applicato oggi dagli istituti di credito statunitensi è infatti il livello minimo degli ultimi due mesi, ed è principalmente riconducibile all’azione svolta dalla Federal Reserve con il suo programma di supporto per le compravendite immobiliari, garantendo un basso costo dei finanziamenti sottoscritti per tali operazioni di acquisto, di costruzione o di rifinanziamento di mutui già in ammortamento.

Stando al monitoraggio di Freddie Mac, infatti, il tasso medio applicato ai finanziamenti immobiliari ipotecari con scadenza pari a 30 anni sarebbe oggi sceso al 4,93%, rispetto al 4,97% riscontrato nella settimana precedente. In calo anche i tassi medi applicati ai finanziamenti immobiliari con scadenze inferiori: a titolo di esempio, ricordiamo che il livello sui mutui a 15 anni è ora calato al 4,33%.