uffici

Immobiliare uffici Europa 2012

 Secondo quanto affermato da Jones Lang La Salle, la crescita delle locazioni nell’immobiliare europeo degli uffici starebbe rallentando, mentre il valore di capitale rimane fondamentalmente solido.  L’indice Jones Lang LaSalle European Office Index riflette un terzo trimestre consecutivo di movimenti negativi, con un calo del -0,4 per cento rispetto al secondo trimestre del 2012 e del -0,5 per cento rispetto al terzo trimestre del 2011. Vediamo allora quali siano le prospettive per il real estate degli uffici del vecchio Continente, e quali le proiezioni future.

Anagrafe Immobiliare Integata Catasto

 Ha preso il via in 117 Comuni una fase di attivazione sperimentale del servizio di consultazione integrata del Catasto. Un servizio che permetterà una più facile visualizzazione degli elementi informativi delle banche dati catastali e ipotecarie, in favore di 117 aree comunali individuate sulla base dell’attuale livello di integrazione delle banche dati. Ma vediamo cosa è l’Anagrafe Immobiliare Integrata e in che modo potrebbe migliorare l’efficienza degli uffici catastali.

Immobiliare commerciale, migliorano le condizioni nel mercato statunitense

 Il tasso degli uffici “vacanti” (privi di un locatore) è calato negli ultimi tre mesi, prolungando un recupero che dura oramai da un anno. A costituire beneficio per questo comparto del mercato immobiliare statunitense è stato un rallentamento nella “fornitura” di nuovi spazi commerciali, elemento che ha permesso di ridurre la forbice tra l’offerta e la domanda, come confermato da un recentissimo report condotto dalla Reis.

Il tasso di uffici vacanti è così calato a quota 17,3 punti percentuali rispetto ai 17,6 punti percentuali dell’ultimo trimestre dello scorso anno, e rispetto ai 17,4 punti percentuali del terzo trimestre. Il tasso percentuale riscontrato alla fine del 2011 è il più basso mai rilevato dalla società di consulenza e di ricerca newyorkese dalla fine del 2009 ad oggi, con le ovvie conseguenze positive in merito all’analisi condotta.

Immobiliare, Francia: settore commerciale in forte ripresa

 I dati forniti dall’ultima edizione dell’IPD France Annuale Property Index rivelano come il settore immobiliare commerciale francese abbia conseguito una forte ripresa nel corso dell’ultimo anno, con un controvalore degli investimenti stabilmente in incremento. L’aumento degli investimenti in questo settore immobiliare sarebbe infatti stato pari al 4%, in netta controtendenza rispetto all’andamento calante del 2008 e del 2009, quando la flessione fu addirittura superiore ai 12 punti percentuali su base annua. Stando ai commenti a margine della pubblicazione del report sopra ricordato, dopo ben due anni di movimenti negativi nel comparto, il settore dell’immobiliare commerciale francese starebbe pertanto finalmente invertendo la rotta, consolidando una ripresa davvero significativa.

Immobiliare, ottimismo sul commerciale di Dublino

 Secondo quanto riferito da una ricerca molto recente condotta dalla società di consulenza Savills, la domanda per spazi commerciali a Dublino nel corso dei primi tre mesi del 2011 avrebbe raggiunto livelli molto elevati rispetto al trimestre precedente e – soprattutto – rispetto all’anno scorso.

Stando alla ricerca della società, infatti, nel corso del primo trimestre 2011 le compravendite avrebbero riguardato circa il 2% di metri quadrati in più dell’ultimo quarto del 2010, e più o meno il doppio dei metri quadrati oggetto di compravendita nello stesso primo trimestre del 2010.

Savills commenta i dati consuntivi ricordando come la domanda per spazi di ufficio si manterrà sostanzialmente molto forte anche nel corso dei prossimi mesi, con un forte calo del tasso degli uffici privi di un affittuario.

Emirati Arabi Uniti, opportunità di investimento per gli spazi commerciali

Secondo l’ultimo studio Global Office Market View, della società di consulenza immobiliare CB Richard Ellis, il mercato immobiliare commerciale e ad uso ufficio degli Emirati Arabi Uniti starebbe diventando uno dei più attrenti del mondo per gli investitori stranieri.

Alla base di questa convinzione da parte della società di consulenza vi sarebbe l’evidenza di un continuo calo dei canoni di locazione degli uffici, che stanno trascinando al ribasso i valori commerciali degli spazi in questione, rendendoli sempre più convenienti per le compagnie straniere.

In particolare, secondo la compagnia di consulenza gli investimenti immobiliari nella zona starebbero diventando molto profittevoli per quegli impieghi a medio termine, pari a circa 10 anni, e pertanto per l’avvio di attività durature nell’area oggetto di valutazione.

Regno Unito, stime non positive sull’immobiliare commerciale del 2011

Secondo quanto rivela uno studio compiuto dall’Investec Specialist Private Bank, il 2011 dovrebbe essere un anno particolarmente debole per l’immobiliare commerciale del Regno Unito, con valori degli uffici e dei negozi in stabilità o in fase di leggero calo.

L’istituto sostiene infatti che, nonostante un 2010 sostanzialmente positivo, con valori commerciali degli immobili non abitativi in aumento del 6,6%, il mercato immobiliare del 2011 nel segmento commerciale dovrebbe invece subire una seria battuta d’arresto.

Secondo i sondaggi compiuti dall’istituto, infatti, l’84% degli operatori crede che i prezzi delle proprietà immobiliari commerciali subiranno un calo o rimarranno stabili rispetto a quelli del 2010.

Incentivi mutui: possono creare bolle speculative

 In Francia il Governo ha combattuto e sta combattendo la crisi immobiliare con un pacchetto di incentivi fiscali che agevolano la concessione di mutui non solo per prime case ad uso residenziale, ma anche per il classico investimento nel mattone.

Con la conseguenza che i prezzi medi degli immobili lo scorso anno nel Paese transalpino sono aumentati del 10%; e per l’anno in corso la tendenza è destinata a continuare con aumenti medi attesi tra il 5% ed il 6%; questi aumenti dei prezzi sono proprio frutto della “distorsione” legata alla presenza degli incentivi del Governo con a capo Nicolas Sarkozy, ragion per cui a lungo andare il rischio è quello che si venga a creare in Francia una bolla speculativa sull’immobiliare.

Giappone, forte calo dei prezzi degli uffici

I prezzi delle proprietà immobiliari commerciali del Giappone sono calate di quasi il 20% durante gli ultimi due anni e mezzo, come confermano i dati ufficiali (i quali, tuttavia, si riferiscono temporalmente fino al termine del terzo trimestre 2010, non sostenendo alcun elemento per gli ultimi quattro mesi).

Il secondo mercato immobiliare commerciale del mondo (in termini di valore complessivo) continua pertanto a subire un forte deprezzamento, che riflette la scarsa crescita economica della nazione, impegnata a superare alcuni ostacoli di produttività.

Non solo. La forte flessione del mercato giapponese contrasta in maniera piuttosto evidente con il trend assunto da altri mercati internazionali, con il Regno Unito che cresce invece del 17,4%, e con gli Stati Uniti che hanno effettuato l’inversione di tendenza sviluppandosi del 5,5%.

Francia, importante ripresa dell’immobiliare commerciale

Un nuovo report curato dalla Cushman & Wakefield sostiene che il mercato degli investimenti nell’immobiliare commerciale sarebbe cresciuto del 41% (su base annua) durante i primi nove mesi dell’anno, per un controvalore delle transazioni che si avvicinerebbe alla importante soglia dei 7 miliardi di euro.

Questo segmento del mercato immobiliare francese, continua inoltre l’analisi della società di consulenza, ha toccato un punto minimo nel 2009, quando il controvalore delle transazioni non riuscì nemmeno a superare i 7,8 miliardi di dollari complessivi, avviando poi una lunga e graduale ripresa dagli inizi del 2010.

Per quanto concerne le attività predominanti nella torta dell’immobiliare commerciale francese, vi sono invero pochi dubbi: a dominare sono infatti ancora gli uffici, che tuttavia hanno perso significative quote di mercato, arrivando – con i loro 3,9 miliardi di dollari – a contare solo per il 58% del mercato, contro il 67% del 2009.

Stati Uniti, affitti di uffici in calo nel terzo trimestre

Negli Stati Uniti le locazioni di uffici sono diminuite durante il corso del terzo trimestre, giungendo a un ritmo negativo comunque minimo rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Un segnale, probabilmente, di avvicinata stabilizzazione di questo segmento del mercato, nonostante non manchino di certo gli uffici “sfitti”.

I canoni di locazione attualmente in vigore sono ad ogni modo calati in media di 3,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mostrandosi tuttavia pressoché invariati rispetto alla seconda parte dello stesso 2010.

Inoltre, le principali osservazioni sostengono che durante il quarto trimestre i canoni di locazione dovrebbero subire una leggera ripresa, in concomitanza con un rilancio economico che dovrebbe farsi più corposo rispetto ai trimestri passati, deterioramento del mercato del lavoro permettendo.

Ungheria, affitti uffici in calo del 10-30%

Il mercato immobiliare commerciale e degli uffici in Ungheria avrebbe concluso il 2009 in maniera molto negativa, rispecchiando pertanto in gran parte il deludente trend che ha coinvolto l’intero real estate della nazione e, più complessivamente, un insoddisfacente anno per l’immobiliare dell’Europa Centro – Orientale, che solo in un primo momento era apparso estraneo all’impatto più negativo della crisi economico.

Le analisi di cui sopra sono le considerazioni, in estrema sintesi, cui è giunta negli scorsi giorni Colliers International: la società di consulenza ha infatti effettuato una valutazione piuttosto attenta del mercato immobiliare ungherese nel segmento degli uffici, riscontrato una flessione piuttosto forte delle compravendite e, per ciò che concerne le locazioni, una contrazione molto significativa dei canoni periodici.

Secondo Colliers International, infatti, nel 2009 i canoni di locazione per gli spazi adibiti ad uso ufficio in Ungheria sarebbero calati con una percentuale compresa tra il 10% e il 30% a seconda delle macroaree considerate; nello stesso periodo, la società di consulenza ha riscontrato una crescita dell’offerta di spazi adibiti a tale scopo – figlia, probabilmente, della conclusione di cantieri già avviati in tempi di difficoltà non sospette.

Londra, buona ripresa del mercato degli uffici

Il gruppo CB Richard Ellis ha pubblicato un comunicato stampa con annessa analisi dell’attuale andamento del mercato immobiliare commerciale britannico: stando alle considerazioni fondamentali della società di consulenza, il mercato immobiliare degli uffici di Londra avrebbe trainato l’intero segmento in una significativa ripresa dalla brusca crisi nel quale è da tempo ricaduto.

La ripresa del mercato immobiliare commerciale londinese era comunque attesa dagli analisti, che pertanto non sono rimasti sorpresi dal notare una nuova dinamicità nelle compravendite del segmento: il mercato degli uffici della metropoli d’oltremanica è infatti stato il primo ad entrare in crisi, anticipando i cali a New York, Hong Kong e Tokyo, ed è stato – come si stimava – anche il primo a rialzare la testa nel post-crisi.

Per il 2010, prosegue il comunicato della società di ricerca CB Richard Ellis, il mercato immobiliare commerciale di Londra dovrebbe poter contare su un crescente andamento della domanda di uffici, che dovrebbe proseguire su buoni ritmi per l’intero anno. Nel 2011 e soprattutto nel 2012, arriveranno inoltre discreti quantitativi di nuove unità commerciali, che troveranno accoglimento nelle richieste degli operatori.

Londra migliore destinazione per investimenti immobiliari

PricewaterhouseCoopers LLP ha pubblicato un’analisi secondo cui il mercato immobiliare di Londra – il più caro del mondo sul fronte dei canoni di locazione degli uffici – sarebbe la migliore destinazione continentale per i nuovi investimenti nel settore: a sostegno di questa tesi da parte della società di consulenza, il riscontro che negli ultimi mesi i prezzi sarebbero calati ai minimi storici da vent’anni a questa parte.

Oltre al forte calo dei prezzi delle proprietà immobiliari, un’altra determinante in grado di contribuire in modo significativo ad eleggere Londra come migliore destinazione per gli investimenti immobiliari è stata la recente debolezza della sterlina, che ha consentito alla metropoli britannica di scavalcare Amburgo, Parigi e, soprattutto Monaco (migliore destinazione dello scorso anno).

Negli ultimi due anni, i prezzi degli uffici nell’area centrale di Londra sono diminuiti del 50%, ben oltre la maggior parte delle altre metropoli europee. In riferimento a quanto sopra, occorre aggiungere anche che la sterlina si è deprezzata del 25% nei confronti del paniere delle valute maggiormente negoziate, rendendo gli asset denominati in tale valuta più attraenti per gli investitori d’oltre oceano.