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Prezzi case USA forse in calo del 10%

 Secondo quanto afferma una ricerca condotta da Moody’s Analytics, i prezzi delle case degli Stati Uniti potrebbero subire ancora corposi decrementi. La motivazione, come oramai ricordiamo da diversi trimestri sulle pagine del nostro sito, è da ricondursi allo straordinario ammontare di case pignorate terminate sul mercato immobiliare, e che contribuiscono a generare evidenti pressioni al ribasso nei valori commerciali delle proprietà ad uso abitativo, con una proporzione che è ben lungi dall’esaurirsi.

Le vendite di proprietà immobiliari precedentemente oggetto di procedura pignoratizia dovrebbero crescere di circa 25 punti percentuali durante l’anno in corso, fino ad arrivare alla straordinaria cifra di 1,25 milioni di unità, rispetto al milione di unità del 2011. I prezzi delle case dovrebbero pertanto poter scivolare di almeno altri 10 punti percentuali a causa del deterioramento delle condizioni del mercato immobiliare, conseguente al deprezzamento indotto da questo comparto del real estate a stelle e strisce.

Acquisto uffici USA: dove conviene

 Se pensate che New York sia la metropoli americana dove è più conveniente acquistare un ufficio, vi sbagliate di diverse centinaia di chilometri. Stando a quanto affermato da una recentissima analisi condotta da Marcus & Millichap Real Estate Investment Services, infatti, tra poco la metropoli che diventerà più redditizia per chi sceglie di investire in immobili ad uso ufficio sarà San Francisco, che scavalcherà proprio New York in questa specialissima classifica delle aree territoriali best performers per quanto concerne il real estate non abitativo, e prettamente legato all’utilizzo commerciale degli uffici.

Già nel corso del 2012 la città californiana è riuscita a scavalcare cinque posizioni nella classifica nazionale degli indici di valore delle proprietà immobiliari ad uso ufficio, ponendo le basi per occupare stabilmente il primo gradino del podio, proprio davanti alla Grande Mela, che invece dovrebbe piazzarsi in seconda posizione, a sua volta davanti a Houston, che le proiezioni di Marcus & Millichamp considerano in terza piazza.

Nuove case, secondo calo mensile per il mercato USA

 Dopo qualche giorno di assenza, torniamo ad occuparci di uno dei principali mercati immobiliari del mondo, quello statunitense. L’occasione ci è offerta dalla pubblicazione, da parte del Dipartimento del Commercio di Washington, del nuovo report relativo all’andamento delle compravendite delle case di nuova costruzione, inaspettatamente calate anche nel corso di febbraio, per il secondo mese consecutivo, sulla scia di un deterioramento degli auspici di un pronto recupero da parte del mercato real estate a stelle estrisce.

Stando a quanto afferma l’analisi statistica compiuta dal Dipartimento, infatti, le vendite di nuove case sarebbero calate di 1,6 punti percentuali, per un volume annualizzato pari a 313 mila unità, per il ritmo più basso dal mese di ottobre ad oggi, e in flessione rispetto alle 318 mila unità del mese di gennaio. La stima della maggioranza degli economisti contattati ordinariamente da Bloomberg News sosteneva invece un balzo delle transazioni di compravendita a quota 325 mila unità.

Immobiliare USA, si attendono dati positivi per inizio anno

 Anche se non c’è ancora l’ufficialità (che arriverà presumibilmente nelle prossime ore) gli economisti statunitensi consultati da Bloomberg News sostengono che nel corso del mese di gennaio le vendite di proprietà abitative nel mercato nordamericano potrebbero essere balzate ai massimi livelli da maggio 2010 ad oggi, grazie alla spinta positiva di inizio esercizio, che potrebbe aver finalmente avviato una nuova, attesa fase del real estate dell’economia americana.

Stando a quanto affermato dalla ricerca compiuta dal media, infatti, gli acquisti di case di nuova o vecchia costruzione dovrebbero esser salite a quota 4,97 milioni di unità annualizzate, rispetto ai 4,92 milioni di unità annualizzate che invece avevano contraddistinto l’andamento del precedente mese di dicembre. Tra le principali determinanti di questo piccolo, ma significativo boom del real estate nordamericano, un positivo andamento del mercato del lavoro, con un rafforzamento dello scenario occupazionale.

Scarso contributo dell’immobiliare USA alla crescita economica

 Il mercato immobiliare americano? Non fornirà che un “modesto” contributo alla crescita economica locale. A dirsi convinta di ciò è la società Fannie Mae (che ritroviamo abbastanza spesso sulle pagine del nostro blog insieme alla Freddie Mac, per i risultati dei rispettivi monitoraggi), che dichiara come l’andamento delle vendite di case e le attività dell’industria delle costruzioni, nel 2012, saranno incapaci di generare l’idonea spinta propulsiva a un’economia statunitense che non è ancora uscita totalmente dalla crisi.

Le vendite di case (comprendendo in tale novero sia quelle di nuova realizzazione, sia quelle usate, avvenute sul mercato secondario), aumenteranno di 3,5 punti percentuali. L’avvio di nuove costruzioni sarà invece in grado di giungere fino a un massimo di 16 punti percentuali, grazie soprattutto al positivo contributo del segmento delle proprietà unifamiliari.

Stati Uniti, probabile ripresa del settore delle costruzioni

 Secondo quanto affermano gli economisti di Bloomberg, nel corso dell’undicesimo mese dell’anno le attività dei costruttori immobiliari avrebbero subito una discreta ripresa, avviando cantieri in maniera più dinamica e corposa rispetto ai mesi precedenti, e significando – presumibilmente – una ripresa delle attività del mercato, con stabilizzazione dei volumi nel corso del prossimo 2012.

Bloomberg News afferma infatti che i nuovi cantieri sono cresciuti di 1,1 punti percentuali, ai massimi degli ultimi 10 anni, per un livello medio di 635 mila unità. Anche i permessi edilizi, dato utile per interpretare in anteprima come si evolverà il mercato delle costruzioni, hanno tenuto una buona posizione, cedendo qualche terreno dai massimi livelli di ottobre, che ha rappresentato il mese più attivo dagli ultimi 19 mesi. Segnali che infondono parziale fiducia agli economisti e agli osservatori locali, convinti che la parte più buia del segmento sia già stata riscontrata.

Pignoramenti in calo nel mercato USA: “merito” delle vacanze

 Realty Trac riporta la notizia secondo cui le procedure di pignoramento avviate nel mercato statunitense avrebbero subito una contrazione significativa nel corso dell’ultimo mese, grazie al periodo di vacanze, e alla conseguente estensione dei termini temporali. Complessivamente, sono state 224.394 le proprietà immobiliari coinvolte in procedure assimilabili, in calo di 14 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come confermato dalla società californiana in un comunicato stampa diffuso pochissimi giorni fa.

La proporzione ci dice che, attualmente, un proprietario immobiliare statunitense su 579, è coinvolto in questi processi, contro un rapporto di uno a 563 riscontrato nel corso del mese di ottobre. Un declino, quello conseguito nell’undicesimo mese dell’anno, che risulta essere in gran parte derivante dalla moratoria dei termini consentita a causa della concomitanza delle festività, che hanno pertanto concesso una pur breve pausa nel decorso dei termini.

Prezzi case, calo dell’1,3% nel mercato americano

 I prezzi delle case, negli Stati Uniti, sono diminuiti di 1,3 punti percentuali nel corso del decimo mese dell’anno. Ad affermarlo è il periodo monitoraggio compiuto dal CoreLogic Home Price Index, che rivela come i valori commerciali delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel mercato statunitense abbiano così conseguito il terzo declino mensile consecutivo durante questo 2011 che si accinge a mesta conclusione.

Su base annua, i prezzi immobiliari risultano essere in flessione di 3,9 punti percentuali per quanto concerne il segmento delle case precedentemente oggetto di pignoramento, mentre escludendo dall’ambito delle transazioni immobiliari questo comparto, per l’indice dei prezzi CoreLogic la flessione dei valori di mercato sarebbe estremamente più contenuta, e pari a mezzo punto percentuale.

Immobiliare USA, compromessi di vendita in crescita

 Nuove notizie lievemente positive per il mercato immobiliare statunitense. Stando a quanto afferma la National Association of Realtors, infatti, i compromessi di vendita nel mercato nordamericano sarebbero cresciuti con un buon ritmo nel corso del mese di ottobre, rimanendo ben al di sopra della media annua.

L’indice che misura il trend assunto dalle firme dei compromessi di vendita è infatti cresciuto di 10,4 punti percentuali a 93,3 punti rispetto al mese di ottobre, rispetto agli 84,5 punti del mese di settembre. Lo sviluppo su base annua (cioè, rispetto allo stesso mese di ottobre dello scorso anno), si è invece consolidato in 9,2 punti percentuali, rispetto al valore di 85,5 punti. Il segnale proveniente dall’indice di riferimento dei preliminari è pertanto molto incoraggiante, e fa ben sperare per un rialzo delle transazioni commerciali relative ai prossimi tre o quattro mesi.

Immobiliare USA, c’è chi prevede una decisa crescita per il 2012

 Non tutte le previsioni sul mercato immobiliare nordamericano sono negative. Anzi, c’è chi prevede addirittura che il prossimo esercizio sarà caratterizzato da una decisa crescita del settore, in grado di trainare l’economia statunitense verso un corposo apprezzamento, che permetterà al Paese di uscire dalla fase più difficile di questa lunga crisi che ha coinvolto tutte le principali economie mature, risparmiando parzialmente quelle emergenti.

A sostenere quanto sopra è il team di analisti della UBS Securities, secondo cui i prezzi delle case americane si sarebbero definitivamente stabilizzati, e le banche – spinte da una concorrenza piuttosto dinamica – diventeranno sempre più dinamiche in termini di competitività, poiché vorranno accaparrarsi una quota significativa del mercato dei mutui. Ma è davvero così semplice poter prevedere il rimbalzo tecnico del real estate statunitense?