Per chi deve vendere o comprare casa si pone sempre il problema se rivolgersi a una agenzia immobiliare o se fare tutto da sé. Cosa conviene di più? La risposta migliore dipende da diversi fattori.
Per chi deve vendere o comprare casa si pone sempre il problema se rivolgersi a una agenzia immobiliare o se fare tutto da sé. Cosa conviene di più? La risposta migliore dipende da diversi fattori.
Acquistare una casa nuova è il sogno di tanti (tutti?) i cittadini italiani. Eppure la compravendita di una nuova proprietà immobiliare abitativa è spesso una vera e propria impresa proibitiva: i prezzi al metro quadro sono significativamente maggiori rispetto alle case che hanno qualche anno di età alle spalle, e nei grandi centri abitati le valutazioni di un’abitazione ubicava in un immobile nuovo, e in uno con più di 10 o 20 anni, possono variare in maniera davvero molto rilevante, facendo spostare l’ago della bilancia decisionale verso le case usate.
Le differenze risultano essere inferiori man mano che dal centro ci si sposta in periferia, con differenze di prezzo che oscillano tra il 10% e il 30%, a seconda dello stato della casa usata. Al di là della differenza qualitativa tra un immobile di nuova realizzazione e uno che invece mostra i segni del tempo, ci sono anche altre determinanti che sarebbe bene tenere in considerazioni per poter valutare al meglio la divergenza tra case nuove e usate.
Il terzo declino consecutivo nei prezzi delle case americane negli ultimi tre anni, sta conducendo i valori commerciali delle abitazioni a livelli di estrema convenienza, giocando un ruolo favorevole nel ripristino di una discreta soglia nel numero delle compravendite.
Oltre a ciò, un’altra determinante in grado di spingere al rialzo le compravendite delle ultime settimane è stata quella inerente all’andamento dei tassi di interesse sui mutui, che è previsto in crescita durante i prossimi mesi, invogliando così i potenziali mutuatari a divenire quanto prima tali.
L’elevato volume di case pignorate ha spinto il prezzo medio di un appartamento non nuovo sul territorio statunitense a quota 158.800 dollari nel mese di gennaio, per il livello più basso dal 2002 secondo quanto riferisce la National Association of Realtors.
Sono sempre più lunghi i tempi necessari per poter vendere la propria casa. A dircelo è una recente ricerca compiuta da Tecnocasa, uno degli operatori più importanti della Penisola per quanto concerne la consulenza e le intermediazioni delle compravendite immobiliari.
Stando all’analisi di Tecnocasa, da gennaio 2010 al gennaio 2011 i tempi medi di vendita si sono allungati sensibilmente, con un arco temporale pari a 156 giorni per quanto concerne il primo mese del 2010, e di 168 giorni per quanto invece concerne il primo mese del nuovo anno.
A subire un incremento molto sostanzioso sono stati soprattutto i tempi medi di vendita dei capoluoghi di provincia e delle grandi città, passati dai 167 giorni agli attuali 201 giorni in un anno.
La Mortgage Bankers Association, nelle sue formulazioni periodiche, afferma che le vendite delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel mercato statunitense, rimarranno pressochè stabili per l’intero 2011, confermando pertanto le valutazioni caute già compiute da buona parte degli analisti.
L’organizzazione fornisce tuttavia dei dati che vengono ritenuti piuttosto attendibili, visto e considerato che racchiude nella propria struttura le società che erogano circa l’80% di tutti i mutui per acquisto casa (e non solo) di tutti gli Stati Uniti.
Stando alle formulazioni compiute dall’associazione, infatti, le vendite del 2011 caleranno di circa 0,1 punti percentuali durante l’anno, con una flessione che è invece più pesante per il solo segmento delle case non nuove, che diminuiranno dell’1% a quota 4,2 milioni di unità.