vendita case

Vendita case piccole in difficoltà

 Il segmento delle case piccole sembra subire gli effetti negativi della crisi economica finanziaria in maniera più grave rispetto a quanto accade alle abitazioni di maggiori dimensioni. A rivelarlo è una ricerca condotta nel Nord Italia, le cui considerazioni possono tuttavia essere estese a buona parte del territorio nazionale, dove le compravendite di abitazioni di piccola ampiezza sono in corso di diminuzione o di rallentamento.

Il quotidiano online Asse Sempione ha intervistato, in proposito, Carmelo Candore, notaio con studio nella provincia varesina, che per il territorio osserva come “il mercato sembra sostanzialmente tenere” sebbene “il 2011 sia stato un anno in cui le vendite immobiliari sono calate notevolmente”.

Immobiliare Milano, deludente andamento delle compravendite

 La crisi del mercato immobiliare italiano non risparmia neppure le aree metropolitane. Stando a quanto emerge da una recente ricerca realizzata dalla Camera di Commercio di Milano attraverso l’azienda speciale Osmi Borsa Immobiliare, infatti, la crisi economica avrebbe generato un crollo del 26,4% delle compravendite immobiliari a Milano, portate in deprezzamento del 36,7% nelle rimanenti località della stessa provincia del capoluogo lombardo.

La riduzione delle compravendite milanesi sarebbe comunque più lieve rispetto a quanto riscontrato nella media nazionale (pari al 32,9%), e mostrerebbe i suoi riflessi negativi anche sul fronte dei prezzi, con valori commerciali degli immobili residenziali nuovi (o con classe energetica A, B, o C) in città, in sviluppo di 1,4 punti percentuali su base annua, ben al di sotto della crescita del tasso dell’inflazione (+ 3,3 punti percentuali).

Vendita case, gli “sconti” del mercato britannico

 Torniamo oggi ad occuparci dell’andamento del mercato immobiliare britannico, parlando dei risultati di una recentissima ricerca condotta dal portale Zoopla in merito alle riduzioni di prezzo nelle operazioni di compravendita.

Stando ai risultati dell’indagine compiuta dalla società, circa due quindi delle proprietà immobiliari terminate sul mercato secondario britannico, avrebbero visto il proprio prezzo ridursi sensibilmente, pur di raggiungere la desiderata operazione di cessione della casa. Lo “sconto” così ottenuto dal compratore avrebbe altresì raggiunto l’entità media più elevata degli ultimi due anni, significando pertanto gli evidenti sforzi dei venditori nel raggiungere l’obiettivo di cessione della casa, a sacrificio di parte del valore commerciale dell’oggetto del contratto.

Vendite nuove case americane ai massimi da 5 mesi

Secondo una recentissima analisi pubblicata a cura del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, nel Paese nordamericano le vendite di case di nuova costruzione sarebbero cresciute a un livello superiore alle previsioni durante il mese di settembre, grazie a un ribasso dei prezzi commerciali che ha invogliato un numero inaspettato di compratori a porre in essere le operazioni relative all’interno del segmento immobiliare abitativo.

 

Come conseguenza di quanto sopra, le vendite di nuove case sono cresciute del 5,7% per un volume annualizzato pari a 313 mila unità, e contro le 300 mila unità previste dagli economisti di Bloomberg. Il prezzo medio sembra essere stato la determinante principale di questo rimbalzo, visto e considerato che il valore di vendita è stato inferiore di circa 10 punti percentuali rispetto a quanto riscontrato nello stesso mese dello scorso anno, per il passo indietro più rilevante da oltre due anni a questa parte.

Vendita case, diminuzione dei contratti nel mese di settembre

Il numero delle case non nuove, vendute all’interno del mercato immobiliare americano nel corso del mese di settembre, ha continuato a diminuire, come ampiamente previsto dalle principali stime compiute dagli osservatori locali. A pesare sul dato, il pessimismo sull’evoluzione della situazione economica nazionale e internazionale, e un tasso di disoccupazione che permane ancora al di sopra dei 9 punti percentuali.

Gli acquisti di case usate sono così diminuiti di 3 punti percentuali a volume annualizzato pari a 4,91 milioni di unità, impedendo pertanto al mercato di poter consolidare una fase di stallo. Il prezzo medio di conclusione delle transazioni di vendita si è collocato a un livello inferiore di 3,5 punti percentuali rispetto a quanto era stato riscontrato nello stesso periodo dello scorso anno.

Immobiliare USA, prezzi case in calo nel mese di agosto

 A certificare la flessione dei valori commerciali delle abitazioni nel mercato immobiliare statunitense, nel corso del mese di agosto, è arrivato nelle ultime ore un report condotto dalla società Standard & Poor’s / Case – Shiller, secondo cui i prezzi delle case nel real estate nordamericano, nel corso del periodo sopra considerato, sarebbero diminuiti di 3,8 punti percentuali per quanto concerne le 20 principali aree metropolitane del Paese.

La flessione del 3,8% su base annua, oltre a prolungare l’agonia del locale mercato delle case, risulta essere peggiore di quanto previsto in precedenza dagli analisti, che avevano stimato un declino di 3,5 punti percentuali nel trend dei valori di mercato delle proprietà immobiliari ad uso abitativo del mercato immobiliare statunitense.

Mercato USA, ultimi dati ancora negativi per settembre

 Arrivano gli aggiornamenti relativi all’andamento del mercato immobiliare statunitense per il mese di settembre. Dati che, premettiamo, non fanno altro che confermare le stime negative già formulate nel corso delle settimane scorse, e che pertanto ribadiscono come la crisi del real estate nordamericana sia davvero lontana dal potersi diradare.

In un ultimo bollettino, la National Association of Realtors ha infatti affermato che sia le vendite di case, che i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo, sarebbero diminuiti durante il corso del mese di settembre. Ad ogni modo, non tutti i dati sembrano essere nocivi per le coronarie degli operatori di settore. Gli elementi statistici mostrano infatti una forte contrazione rispetto al precedente mese di agosto (probabilmente dovuta alla straordinaria ripresa del periodo), ma sono comunque superiori a quelli riscontrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Vendite case, tiene il mercato immobiliare canadese

 Nonostante la crisi che sta colpendo il Nord America, tengono un buon ritmo le vendite di case in Canada, che riescono a consolidare una posizione di stabilità durante il mese di luglio, rispetto al mese precedente. Su base geografica, solamente metà delle regioni oggetto del monitoraggio delle condizioni del mercato immobiliare avrebbero riscontrato un incremento nel numero di transazioni avvenute.

Tra le aree che hanno conseguito i più importanti incrementi su base mensile il report condotto dalla CREA evidenzia la posizione di Edmonton, di Montreal, di Newfoundland e di Labrandor. È invece stata registrata una quasi totale ed assoluta stabilità nel numero di compravendite dell’area di Toronto, mentre è flessione – pur molto lieve – per quanto concerne l’andamento delle vendite a Vancouver.

Vendite case, inaspettato declino nel mercato americano

 Stando a quanto affermato dalla National Association of Realtors, le vendite di case non nuove nel mercato statunitense avrebbero subito un calo inaspettato nel corso del mese di luglio, figlio soprattutto di alcuni ripensamenti e di alcune cancellazioni di operazioni precedentemente predisposte, a loro volta determinati in parte principale dalle ristrette politiche creditizie delle banche in termini di concessione di nuovi finanziamenti immobiliari per l’acquisto della prima o della seconda casa.

Gli acquisti di case non nuove (il c.d. mercato immobiliare secondario), sono di fatti diminuiti di 3,5 punti percentuali a un volume annualizzato pari a 4,67 milioni di unità, per il livello più basso dal mese di novembre 2010 ad oggi, e contro previsioni della maggior parte degli analisti che invece auspicavano un incremento – pur lieve – delle vendite di proprietà immobiliari ad utilizzo abitativo di vecchia realizzazione.

Prezzi case, crescono i valori commerciali in Turchia

 Riprendiamo oggi i nostri consueti viaggi all’interno dei mercati immobiliari emergenti più interessanti del Pianeta. È la volta della Turchia, dove stando agli ultimi dati forniti dal Residential Property Price Index, i prezzi delle case e i volumi di vendite starebbero crescendo in maniera molto significativa, aprendo margini di interessanti guadagni per gli investitori che decidessero di impiegare fondi nel real estate locale.

Stando all’indice, infatti, in tutta la Turchia vi sarebbe la possibilità di riscontrare un trend di crescita dei prezzi delle case quasi omogeneo, con apprezzamenti dei valori commerciali immobiliari che oscillano tra gli 0,32 punti percentuali di Adana all’1,05% di Istanbul, passando per Ankara (1,02%), Antalya (0,66%), Bursa (0,66%), Izmir (0,84%), e Kocaeli (1,02%), in relazione al mese di luglio.

Immobiliare USA, ecco dove si faranno più affari

 Barclays Capital ha pubblicato un report molto interessante su ciò che dovrebbe accadere nel mercato immobiliare statunitense. Se volete evitare di leggere l’intera analisi della società finanziaria, sappiate che gli osservatori di Barclays hanno individuato Phoenix e Atlanta quali aree immobiliari metropolitane dove poter compiere il numero più ampio di affari sul mattone nel corso dei prossimi anni.

La ragione di questa scelta è documentata nel report della stessa Barclays Capital, laddove si fa riferimento alla difficile situazione dell’immobiliare di Phoenix, dove i pignoramenti hanno toccato livelli record condizionando negativamente i valori commerciali delle abitazioni, e di quella di Atlanta, dove sarebbe possibile chiudere le migliori operazioni di compravendita per ciò che concerne le case di nuova costruzione.

Vendite case, in Cina volumi in crescita del 31%

 L’Istituto Nazionale di Statistica della Cina ha dichiarato che nel corso del mese di giugno le transazioni di compravendita immobiliare sarebbero cresciute del 31% rispetto al precedente mese di maggio, grazie a una ottima contribuzione delle prestazioni fornite nei centri abitati di più piccole dimensioni, e a una discreta tenuta del mercato immobiliare delle aree metropolitane di principale riferimento.

Il valore delle case vendute nel corso dell’ultimo mese è infatti cresciuto a quota 499,2 miliardi di yuan (circa 77 miliardi di dollari) contro i 380,9 miliardi di yuan del mese di maggio. Complessivamente, nel primo semestre le vendite sono cresciute del 22% rispetto a quelle rilevate nello stesso periodo dello scorso, per un controvalore pari a 2,1 trilioni di yuan, come calcolato dalle stime dell’Istituto statistico.

Prezzi delle case, calo del 5,7% nel mercato statunitense

 Il mercato immobiliare statunitense continua a risentire dell’elevato afflusso di case pignorate. Il risultato immediato è – come più volte abbiamo osservato nel corso di questi mesi – l’influenza negativa sull’andamento dei valori commerciali, con evidenti pressioni che stanno spingendo sempre più in ribasso gli importi medi delle case oggetto di compravendita, specialmente nel segmento delle nuove abitazioni.

Come conseguenza dello scenario di cui sopra, i prezzi delle proprietà immobiliari abitative nel mercato statunitense sarebbero calati di 5,7 punti percentuali. I dati forniti dalla Federal Housing Finance Agency segnalano inoltre che la contrazione dei valori commerciali abitativi avrebbe toccato il picco negli Stati del Nevada e l’Arizona, dove la diminuzione dei prezzi delle case è stato pari a 11 punti percentuali.

Prezzi case, crescita in quasi tutte le città cinesi

 Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale di Statistica cinese rivela che i prezzi delle nuove case vendute in Cina durante il corso del mese di maggio sarebbero cresciute in 67 aree urbane sulle 70 oggetto di costante monitoraggio da parte dell’Istituto, sul mercato immobiliare della nazione.

Il dato di cui sopra confermerebbe pertanto i sentimenti riscontrati in merito al continuo incremento dei valori commerciali delle proprietà ad utilizzo abitativo, nonostante gli interventi compiuti sul mercato dal governo e dalle istituzioni monetarie, che stanno cercando di scoraggiare l’incremento dei prezzi del real estate all’interno dei confini nazionali.