
Nel settore delle
costruzioni la
crisi continua a mordere. Ad affermarlo, attraverso una nota pubblicata sul sito Ance.it, è l’
Associazione Nazionale Costruttori Edili che, considerando che il settore continua ad essere in forte sofferenza, chiede a gran voce lo stop della stagione politico-economica basata sui
tagli lineari. D’altronde in questi ultimi anni in Italia il
comparto edile e delle costruzioni ne ha viste di tutti i colori visto che sono tanti i fattori negativi che hanno penalizzato le
imprese di settore. Si parte dal calo dei redditi delle famiglie, e si passa alla stretta creditizia delle banche, ai
tassi di interesse in crescita, e comunque sempre in Italia sopra la media europea, ma anche alla forte riduzione degli investimenti statali in
opere pubbliche.
Secondo quanto dichiarato dal Presidente dell’Ance
Buzzetti, per un settore in forte sofferenza ma strategico come quello delle
costruzioni serve una boccata d’ossigeno; l’idea di allentare il
Patto di Stabilità per i Comuni virtuosi è già un primo passo, ma secondo il Presidente dell’Associazione Nazionale
Costruttori Edili serve anche che si accelerino i progetti finalizzati alla spesa dei fondi del
Cipe, e quindi si punti a piani di largo respiro per quel che riguarda le opere pubbliche e la
riqualificazione urbana.
Serve una scossa visto che, in base ai dati ricavati dall’Osservatorio dell’Ance, lo scorso anno c’è stato un calo degli investimenti di settore del 6,4%, mentre dopo sei mesi del 2011 per l’anno in corso è attesa una nuova e preoccupante contrazione, stimata al 4%, in peggioramento rispetto alla precedente stima di -2,4%. Di questo passo, fino al 2012, si rischia in termini reali una perdita di investimenti per cui si potrebbe tornare indietro fino all’anno 1994. Il tutto a fronte di un impatto devastante sull’occupazione nel comparto con ben 230 mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi, e senza considerare l’indotto!