Il 2013 è stato un altro anno negativo per il
mercato immobiliare. L’anno si dovrebbe chiudere con dati peggiori di quelli del 2012, che pure era stato un anno di particolari contrazioni delle compravendite tornate ai livelli di trenta anni fa.
I dati di Nomisma mostrano come il 2013 dovrebbe chiudersi con prezzi in calo dell’8,3% e compravendite in calo rispetto al precedente anno di 44 mila, 400 mila per il 2013 e 444 mila erano quelle del 2012.
Il 2012, come si diceva, è stato un anno di crollo per il mercato immobiliare con acquisti di casa che hanno fatto registrare un -38,6% rispetto al precedente anno. I mutui erogati nel 2012 sono stati 19,6 miliardi, mentre nel 2011 erano stati di 34,3 miliardi. Un calo che corrisponde al 42,8%. Su queste basi, gli ulteriori cali di quest’anno, seppure più lievi, dimostrano che la crisi del mercato immobiliare non è terminata. In effetti, per Medio Fimaa, i primi nove mesi del 2013 hanno visto un calo del 12%. Gli ultimi tre anni hanno visto quindi erogazioni calate più del 50% e mercato abbastanza paralizzato dalla situazione di crisi economica.
Per acquistare la casa servono i risparmi non potendo contare molto sui
mutui. Le vendite sono quindi in calo, visto che non tutti hanno risparmi sufficienti a garantirsi l’acquisto di una casa.
Per Nomisma, le
previsioni per il 2014 sono buone è dovrebbe esserci la ripresa. Il mercato immobiliare è però ancora fragile con i dati macroeconomici che lo influenzano. Il tasso di disoccupazione alto, la difficoltà ad accedere al credito e la scarsa crescita dei salari sono elementi che non fanno pensare a un anno molto buono per il mercato immobiliare.