La Federal Housing Finance Agency ha sostenuto, in un report pubblicato pochi giorni fa, che il livello dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo negli Stati Uniti è calato di 3,2 punti percentuali nel corso del terzo trimestre, come principale effetto del calo della domanda provocato dalla scomparsa dei benefici fiscali.
Tra le macro-aree maggiormente penalizzate dall’andamento negativo dei prezzi vi è la regione di Atlanta, che guida la classifica delle 25 regioni metropolitane monitorate dall’Agenzia, con una flessione dei valori commerciali pari a 10 punti percentuali su base annua.
Di contro, l’area che si sta contraddistinguendo per un incremento piuttosto deciso dei prezzi è quella di San Diego, dove l’aumento medio dei valori commerciali è pari a 4,6 punti percentuali.
Come già anticipato, la “colpa” di questo andamento dei prezzi delle case è determinato da una forte flessione della domanda del settore, a sua volta generata dalla scomparsa del beneficio fiscale di 8 mila dollari, riservato a tutti gli acquirenti di una prima casa che avessero contratto un preliminare di vendita entro il 30 aprile 2010.
Su base trimestrale, e pertanto con confronto al secondo trimestre, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo hanno subito una contrazione pari a 1,6 punti percentuali, significativamente oltre le diminuzioni previste in media dalle principali compagnie di analisi di mercato.